Ho bussato. Eppure senza chiedere il permesso sono entrato.

28 maggio - 25 giugno 2009

Ho bussato. Eppure senza chiedere il permesso sono entrato.

A cura di Marta Casati

Ci sono pitture nate solo con lo scopo di arredare pareti. Ce ne sono altre destinate a primordiali scopi che vorrebbero toccare alte cime ma, per insufficienza tecnica e mancanza d’autonomia procedurale, finiscono per essere complementi d’arredo di salotti annoiati.

Poi ve n’è un terzo tipo.

La loro struttura tecnica è stata concepita per soddisfare la tensione al miracolo. L’accadimento avviene e non serve più dare definizioni o accontentarsi alla funzione di “decorazione”: c’è solo da affidarsi al suo prodigio.

Shara Hughes è nata ad Atlanta nel 1981. È indispensabile sottolinearlo in prima istanza. Sarà più facile capire la matura e personale sicurezza del suo impianto pittorico.

E’ metroquadro, il nuovo spazio espositivo a Rivoli sviluppato su tre piani, a ospitare la prima personale italiana dell’artista americana.

In mostra una selezione di circa dieci opere miste su carta di piccolo e medio formato e realizzate negli ultimi anni (2008) e tre opere olio su tela. “Gli ambienti di Hughes non assomigliano o ricordano immagini fotografiche estrapolate da riviste d’arredamento”, scrive Marta Casati nel testo critico in catalogo, “La concatenazione degli eventi strutturali si somma elemento con elemento fino unirsi in una struttura completa, circolare, quasi gestita da una visuale privilegiata elargita a 360°. E’ come se all’occhio dello spettatore fosse dato il potere di incamerare nel foro stenopeico del suo apparato oculare la completezza della prospettiva che ha di fronte”. Il mio processo pittorico si basa su una spontaneità controllata. A volte pianifico l’intero dipinto prima di cominciare e tutto procede senza intralci. Questo tuttavia avviene di rado dato che non so mai esattamente cosa succederà.  Altre volte mi succede di avere un’idea  o un oggetto specifico dal quale iniziare. Potrebbe trattarsi di una parete, di un dipinto, di una sedia o di una combinazione particolare. In questo modo il resto del dipinto gira intorno a quel particolare, ha spiegato Shara Hughes durante l’intervista.

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