Seguire il tempo

20 settembre 2012

Seguire il tempo

I criteri estetici della pittura cinese non si basano sulla “somiglianza delle forme”, ma sulla “somiglianza dello spirito”.

Molti quadri che agli occidentali sembrano non completati, possono invece ricevere l’apprezzamento dei conoscitori, poiché nella pittura cinese è fondamentale il rapporto tra spazi bianchi e spazi neri. Se nel quadro rimangono molti spazi bianchi, non è detto che non possa essere considerato “completo dal punto di vista spirituale”, “vivido dal punto di vista dell’espressione artistica”!

Se il pubblico è dotato della suddetta preparazione per ammirare la pittura cinese, allora sarà qualificato a valutare in profondità attraverso un’attenta analisi la pittura cinese del signor CHOUCHI.

Chouchi è in realtà un italiano, Giuseppe Attini (Torino – 1960).

Giuseppe si è creato le basi della pittura cinese da autodidatta; quando l’ho saputo, sono rimasto molto colpito, poiché sembrava ripetersi la storia di un Qi Baishi italiano. Qi Baishi è diventato un maestro dell’arte cinese moderna da autodidatta! Poiché Giuseppe non si è trattenuto nello studio in sé della pittura, ma ha allo stesso tempo approfondito la cultura cinese, compreso il Daoismo, la profondità della sua anima è conforme allo spirito tradizionale cinese. Questa analogia è la chiave per cui degli occhi italiani possano veramente comprendere Qi Baishi e Bada Shanren. Questo artista italiano non solo ha il nome cinese “CHOUCHI”, ma ha anche il soprannome “Pelle di Pietra”, simile a un nome d’arte, ma il suo contenuto è ancor più ricco del nome d’arte. Uno dei risultati eccezionali della pittura cinese dei monti e delle acque (shanshui hua) è veramente quello di esprimere attraverso uno stile pittorico particolare la pelle della pietra.

Per quanto riguarda il gusto artistico che traspare dai suoi dipinti cinesi, nell’anima di Giuseppe è presente il ricco spirito dei letterati della tradizione cinese. I letterati della tradizione cinese, oltre che nella lirica, dovevano essere versati nella musica, negli scacchi, nella calligrafia e nella pittura. Se si studia la storia, sicuramente si potrà scoprire che almeno la metà dei massimi esponenti della cultura tradizionale cinese erano educati secondo questo spirito dei letterati. Come lo spirito dei letterati si sia potuto riversare in un artista italiano, secondo il mio punto di vista di critico, è argomento che merita di essere approfondito e questo approfondimento costituisce una vera sfida.

 

Yin Rong