Inaugurazione: 2 maggio ore 16
Orario: gio - ven - sab ore 16 - 19 o su appuntamento aperture straordinarie: Art Coffee Breakfast TAG: venerdi 3, sabato 4, domenica 5 maggio dalle 10 alle 12 TAG Art Night: sabato 4 maggio dalle 19 alle 23
info@metroquaroarte.com
Erwin Olaf:
Rain, Hope, Grief, Hotel:
a selection from the early series
2 maggio – 1 giugno 2024
orario della galleria
gio – ven – sab ore 16 – 19
o su appuntamento
All’interno dell’ Extended Programme di EXPOSED, il mese della fotografia a Torino, la galleria metroquadro ricorda il fotografo Erwin Olaf, recentemente scomparso, con una selezione di fotografie dalle sue prime quattro serie:
Rain (2004), Hope (2005), Grief (2007) e Hotel (2010).
Ritratti in scorci di interni, attimi sospesi che suggeriscono insondabili panorami interiori. Ad Erwin Olaf è dedicata una delle sale della galleria, nelle restanti due, prosegue fino al 22 giugno la mostra: Shinya Sakurai “marks and traces”.
Il fotografo olandese Erwin Olaf ha cavalcato il mondo dell’arte, della pubblicità e della fotografia di moda con una sontuosa estetica cinematografica e pittorica. Nelle sue opere meticolosamente messe in scena, ha introdotto sottili imperfezioni per suscitare l’inquietudine nel suo pubblico: “Dovrebbe esserci un enigma in ogni immagine potente, che ti incuriosisca e ti inviti a guardare più e più volte”.
È stato influenzato dal potere narrativo del cinema e dall’emozione che può provocare. Le sue fotografie sono una narrazione presentata in un unico colpo, per catturare il momento tra ciò che è appena successo e ciò che sta per accadere. Nel 2014 ha detto: “Volevo conquistare il mondo con immagini forti, ma al giorno d’oggi voglio dire allo spettatore: ti darò gli ingredienti, tu fai la storia”.
Davanti alle sue fotografie ci si trova immersi in ovattate atmosfere ispirate agli anni Cinquanta e Sessanta, in cui emergono citazioni di grandi maestri del cinema italiano quali Pasolini, Visconti, Fellini. Non è tanto la nostalgia che interessa Olaf, o il rimpianto di un tempo trascorso, quanto piuttosto l’estetica di un’epoca capace di esprimere in modo profondo, attraente e sensuale la complessità dell’animo umano, esplorandone anche i lati più nascosti attraverso un’antologia della bellezza.